Sab. 4/02/12 ore 21 e dom. 5/02/12 ore 17 @ Teatro Biblioteca Quarticicolo, via Ostuni 8, Roma
di Pierre Notte
traduzione Anna D’Elia
regia di Marcello Cotugno
progetto realizzato in collaborazione con Face à Face
Parole di Francia per scene d’Italia
PigrecoDelta
Sabato 4 (ore 21) e domenica 5 febbraio (ore 17) al Teatro Biblioteca Quarticciolo
Iaia Forte e Daniela Piperno saranno le protagoniste di “Due vecchiette vanno a nord”, uno spettacolo di Pierre Notte, per la regia di Marcello Cotugno. Il palcoscenico si apre al vagabondare strampalato di due sorelle, Annette e Bernadette, tanto diverse, ma così complici, in equilibrio tra humor corrosivo e tenerezza.
Annette e Bernadette hanno appena perso la madre e decidono di inumare le sue ceneri vicino alla salma del padre, morto molto tempo prima e sepolto in un cimitero da qualche parte nel nord della Francia. Comincia allora un viaggio rocambolesco, un viaggio che è anche una spedizione nel passato e nei ricordi.
Battute pungenti, ritmo implacabile, delicato rumoreggiare di due anime e poesia che lievemente invade la scena senza mai essere ovvia né tantomeno larmoyant. La recitazione appare viva, mai minimale, esplosiva, a volte straniante, raramente realistica, per raccontare due sorelle che vivono in simbiosi, in un equilibrio a due nel quale l’una senza l’altra si sente inutile, impotente, perduta.
«Un testo a tratti esilarante che dietro l'ironia cela uno sguardo amaro sulla condizione umana, rivelata nel momento in cui ci si trova a chiedere il conto, a due passi dalla morte – commenta il regista Marcello Cotugno – e a due passi dalla morte, finalmente ci si sente liberi, liberi di dire e fare quello che le convenzioni sociali inevitabilmente impediscono. Annette e Bernadette vivono la vecchiaia come un’epoca di libertà, da qui la scelta estetica di non renderle in maniera realistica: curve, incerte, balbettanti, ma vive, mosse da sentimenti forti che svelano fino in fondo l’ombra a cui siamo inestricabilmente legate».
La regia è intonata con estrema semplicità stilistica e due oggetti feticcio, una piccola urna e una vecchia scatola di biscotti, sottolineano una scelta che cita il literary drama, mentre le due attrici recitano avendo come unico ausilio esterno la voce di un appuntato di polizia che, sul classico ticchettio di una macchina da scrivere, scandisce le scene. Le scelte musicali rimandano al mondo dei nostri padri cresciuti a suon di Patachou, Brassens, Aznavour, Vartan.
Per info: 06/45460705