“Sarà la quarta o la quinta volta che vengo qui, e ci sono dal primo anno. E’ una fiera molto familiare, la cui parte artistica è davvero carina. Certo è più piccola rispetto a Lucca ma qui ci sono molti più amici”. Miguel Ángel Martín, autore mai troppo osannato per Brian The Brain, riassume in poche parole tutta quella che è stata l’esperienza del Comicon di Napoli di quest’anno.
Più di duecento i tatuatori nella tre giorni (dal 4 al 6 maggio) dell’International Tattoo Expo la convention romana ospitata dall’Hotel Ergife. Vi immaginate oltre duecento rotative ronzare all’unisono mentre sul palcoscenico si alternano spettacoli di burlesque e musica metal?
Ehi, lettori! Su con la vita! A partire da questo numero pare che possiamo riprendere a recensire con ordine gli artisti che si esibiscono al ConteStaccio per il concorso MArteLive, quindi forse è possibile che le cose ogni tanto si dispongano per il verso giusto!
Il rapporto tra fumetto e musica è molto più complesso di quanto si possa immaginare. E’ qualcosa che potremmo persino definire amore, a patto che non sia troppo platonico e che al tempo stesso non abbia concrete possibilità di contatto. Un amore come quello tra Devil e la Vedova Nera, forse. O magari un amore tra satelliti, come cantava qualche anno fa Mao.
Vi ricordate i personaggi delle serie di cartoni che i primi canali privati della TV nazionale hanno portato nelle nostre vite lasciandoci il vuoto dei finali e di tutte le scene tagliate dalla censura?
Il 13 Aprile ha aperto i battenti l’undicesima edizione del Rome Indipendent Film Festival. L’appuntamento è fino al 19 del mese al Nuovo Cinema Aquila, al Kino e alla Casa del Cinema nella splendida cornice di Villa Borghese.
Ci risiamo; inaspettata, ecco una ricaduta! Nel senso che di nuovo ci tocca assemblare a fiuto (quasi a casaccio) tre gruppi tra quelli che si esibiscono al ConteStaccio nell’ambito del nostro concorso, con la piena consapevolezza che non possiamo indovinare esattamente tre che hanno suonato la stessa sera, in mancanza di un database preciso.
“Non ho mai capito chi usa la parola ‘intrattenimento’ per criticare. Tutta la cultura è intrattenimento. Ci intratteniamo da sempre in questo percorso della vita raccontandoci storie, creiamo ipotesi di senso proprio a partire da ciò che ci narriamo”.
I baffi di Dalí accompagnano i miei percorsi nel traffico romano che si è riscaldato ancora di più con la primavera. Sbucano appuntiti mentre alzo lo sguardo dalle mappe di google del mio cellulare per cercare il marmo che mi dovrebbe indicare la via che sto percorrendo o me li trovo di fronte, vigorosi sul fondo rosso del retro di un autobus incastrato tra le automobili. MArteMagazine - Anno IV - Numero 102
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