Giovedì, 08 Marzo 2012 20:43

Roma omaggia il cinema libero americano

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[CINEMACITTA’]

Alessia GrassoiDal 23 Febbraio e fino al 28 Marzo, abbiamo l’occasione di riscoprire al Palazzo delle Esposizioni di Roma i capolavori del cinema libero americano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.



La rassegna Ciao America!, allestita in collaborazione con la Cineteca di Bologna, offre la possibilità di immergersi totalmente in quelle opere che hanno posto le basi per un rinnovamento linguistico in ambito cinematografico. I film-maker che analizzerà la rassegna si posero come proprio obiettivo la creazione di un cinema davvero personale, che si opponesse al cinema come industria e che allo stesso tempo trasponesse su pellicola la loro brutale visione della società contemporanea. Jonas Mekas, direttore di Film Colture, scrisse così sul numero 108 del Giugno 1960 dei Cahiers du Cinéma: "In mancanza di meglio, la Nouvelle Vague ha ottenuto in America almeno un risultato: ha spinto gli americani a cercare una nuova generazione di cineasti".
Ed è proprio guardando le opere degli autori francesi degli anni ’50 che registi come Peter Bogdanovich, John Cassavetes, Haskell Wexler, Brian De Palma, ma anche come lo stesso Jonas Mekas diedero vita al primo reale esempio di cinema indipendente organizzato con un programma articolato in diversi punti: si propugnava il rifiuto di ogni interferenza sul lavoro da parte dei distributori o dei finanziatori fino al suo completamento, la ricerca di nuove forme di finanziamento attraverso la dimostrazione che buoni film potevano essere realizzati anche con cifre Ciao Americacomprese tra i 25.000$ e i 200.000$, il totale rifiuto per la censura, la forte opposizione al sistema distributivo attuale attraverso la fondazione di cooperative di distribuzione e di nuovi cinema autogestiti, ma il passo più grande venne fatto con la creazione di un festival cinematografico sulla East Coast, culla del movimento. Ma è dal punto di vista stilistico che introdussero le innovazioni più importanti: le riprese in esterno divennero un vero e proprio dogma in quanto le storie su cui si incentravano i film di cui stiamo parlando erano ricche di immagini fortemente realistiche delle strade delle maggiori città americane. Per semplificare questo lavoro gli autori del “nuovo cinema” iniziarono ad utilizzare macchine da presa e registratori più leggeri e maneggevoli. In questo contesto la sottrazione divenne il fulcro dell’opera in completa opposizione con l’abbondanza del cinema classico hollywoodiano.
Il manifesto del New American Cinema chiudeva infatti con queste parole: "...non vogliamo film fasulli, leccati, ammiccanti: li preferiamo aspri e scabrosi, ma vivi; non vogliamo film rosei: li vogliamo color sangue".

La prima giornata della rassegna è partita con Shadows di John Cassavetes, considerato il vessillo del movimento venne girato all’interno di un corso di recitazione tenuto dallo stesso autore newyorkese, e giungerà fino ai primi anni ‘70 di Badlands, esordio alla regia di Terrence Malick, passando per produzioni di registi come Kenneth Anger a Paul Morrissey, alternando film on the road come Easy Rider e Two Lane Blacktop ad esperimenti più underground ed avanguardisti come Trash e Flaming Creatures, toccando l'ala più letteralmente politica con Brina De Palma e Haskell Wexler. Unendo dietro ad un unico schermo tutti questi nomi, la rassegna costruisce un quadro eterogeneo delle esperienze del tempo.

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00 ed il costo del biglietto è di € 4,00. Di seguito è riportato il programma dell’evento:
•    23 e 24 febbraio, ore 21.00
Shadows di John Cassavetes (Ombre, 1959, 81’ - v.o. sott. it.)
•    25 e 26 febbraio, ore 21.00
Guns of the Trees di Jonas Mekas (I fucili degli alberi, 1961, 85’ - v.o. sott. it.)
•    28 e 29 febbraio, ore 21.00
The Connection di Shirley Clarke (Il contatto, 1962, 110’ - v.o. sott. it.)
•    1 e 2 marzo, ore 21.00
Flaming Creatures di Jack Smith (1963, 45’)
Scorpio Rising di Kenneth Anger (1964, 28’)
•    3 e 4 marzo, ore 21.00
Greetings di Brian De Palma (Ciao America!, 1968, 88’ - v. it.)
•    7 e 8 marzo, ore 21.00
Medium Cool di Haskell Wexler (America, America, dove vai?, 1969, 111’ - v.o. sott. it.)
•    9 e 10 marzo, ore 21.00
Easy Rider di Dennis Hopper (1969, 95’ - v.o. sott. it.)
•    11 e 13 marzo, ore 21.00
Five Easy Pieces di Bob Rafelson (Cinque pezzi facili, 1970, 98’ - v.o. sott. it.)
•    14 e 15 marzo, ore 21.00
Trash di Paul Morrissey (Trash - I rifiuti di New York, 1970, 110’ - v.o. sott. it.)
•    16 e 17 marzo, ore 21.00
Two-Lane Blacktop di Monte Hellman (Strada a doppia corsia, 1971, 102’ - v.o. sott. it.)
•    18 e 21 marzo, ore 21.00
The Last Picture Show di Peter Bogdanovich (L'ultimo spettacolo, 1971, 118’ - v.o. sott. it.)
•    22 e 23 marzo, ore 21.00
Images di Robert Altman (1972, 101’ - v.o. sott. it.)
•    24 e 25 marzo, ore 21.00
Pat Garrett and Billy the Kid di Sam Peckinpah (1973, 122’ - v.o. sott. it.)
•    27 e 28 marzo, ore 21.00
Badlands di Terrence Malick (La rabbia giovane, 1973, 94’ - v.o. sott. it.)

Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del Palazzo delle Esposizioni (http://www.palazzoesposizioni.it/events/Rassegna.aspx?idr=77)

Andrea Bedetti
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