Mercoledì, 12 Novembre 2008 22:36

Miriam Makeba: scompare la voce che ha lottato contro le oppressioni

Scritto da Stefania Carta
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[MUSICA]

Qualche giorno fa, quando ho saputo della morte di Miriam Makeba, mi sono subito tornate alla mente le immagini della sua tournee di Graceland, del 1987: lei e la sua orchestra, a duettare con Paul Simon. Proprio "quel" Paul Simon, quello di Simon & Garlfunkel, che quando canta con lei non riesce a trattenersi dal guardarla con ammirazione. Per tutto il brano lui, una leggenda, continua a cantare e a non staccarle gli occhi di dosso, mentre lei è persa nella sua musica. Sono queste le sensazioni che riesce a suscitare in un cantante che sicuramente non aveva talento da invidiare a nessuno, e sono le stesse che è riuscita a suscitare in folle di fans e di “comuni mortali”.


Per i meno attenti, stiamo parlando di colei che cantava “Pata Pata”, “Sat wuguga sat ju benga sat si Pata Pata…” dice il primo verso, che è molto più riconoscibile all’ascolto, visto che è scritto nella sua lingua natìa. La madre infatti era di etnia Swazi, il padre Xhosa, e la loro lingua ricorreva spesso nelle canzoni della Makeba, come ricorreva di frequente la presenza delle sue radici in generale. Miriam Makeba fu la prima forse a comporre qualcosa del genere che può essere classificato come worldmusic, negli anni ‘50, molto tempo prima che questo salisse alla ribalta e diventasse di consumo. Tra le canzoni che la resero famosa, oltre “Pata Pata”, “The Click Song”, che nella sua versione originale in lingua Xhosa si chiama “Qongqothwane”, brano che viene cantato dalla Makeba nella lingua paterna, caratteristica per i noti suoni simili a degli schiocchi.

Ma non è solo nel talento musicale che stava la sua grandezza: si è sempre impegnata per i diritti umani e nella lotta contro i soprusi. Il suo popolo l’ha eletta a simbolo, “Mamma Africa”, anche perché il suo talento l’ha sempre messo al servizio della causa razziale, problema scottante nel suo Sudafrica, dove è stata paladina della lotta alle ingiustizie dovute all’Apartheid. In seguito alla sua testimonianza al Comitato contro l’Apartheid delle Nazioni Unite, nel 1963, la Nazione Sudafricana la esiliò, ma nel 1990 la cantante tornò in patria grazie all’opera di convincimento del suo grande amico Nelson Mandela.

E qualche giorno fa si è concluso il percorso di un’esistenza impegnata e coraggiosa di un’artista dall’inestimabile valore. E’ morta cantando, e soprattutto difendendo il diritto alla libertà per il quale si era sempre battuta nella sua vita. Si è accasciata a terra poco dopo la sua esibizione a Castel Volturno, al concerto di solidarietà per Roberto Saviano contro la mafia, nella notte tra il 9 e il 10 novembre.
A lei va il nostro saluto più caro: Miriam non ti dimenticheremo mai…
Letto 2244 volte Ultima modifica il Domenica, 26 Aprile 2009 21:33