Martedì, 28 Giugno 2011 12:15

Would you be my miracle? Magia del Pop Surrealism

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Picture_3ROMA- L’estate romana si accende di eventi e noi puntiamo i nostri riflettori sulla Dorothy Circus Gallery di Roma che, fino al prossimo 15 luglio, vi offre l’opportunità di assistere ad uno spettacolo fatto di immagini sublimi che siamo sicuri vi lasceranno senza fiato.

Stiamo parlando della mostra Would you be my miracle?, un evento in cui sono state coinvolte tre menti che amalgamate danno un risultato strabiliante dal punto di vista artistico, per un’occasione da non perdere.

Lui è uno dei padri fondatori dell’arte Lowbrow, lei una deliziosa artista lituana sulla cresta dell’onda e l’altro è un artista italiano in esordio: lui è il mitico Ray Caesar, lei è ovviamente Natalie Shau e l’altro si chiama Paolo Guido.
La Dorothy Circus, ormai una realtà inconfondibile per tutti gli appassionati di Pop Surrealism, si veste di bianco per questa mostra in cui le leggende legate alla figura della Madonna della Neve, sono il punto d’incontro tra i due ospiti internazionali chiamati a confrontarsi in questa occasione.
Would you be my miracle? è la rappresentazione di un universo in cui il candore e il mistero leggendario si tramandano attraverso i soggetti delle opere esposte in questa mostra, in cui Ray Caesar e Natalie Shau offrono una lettura moderna al mito delle storie orali, come appunto quella della magia della Madonna della Neve, culto venerato dalle antichità pagane e contemplato nella tradizione cristiana.
Attraverso la loro usuale tecnica dell’illustrazione digitale su carta, i due artisti hanno forgiato creature femminili dallo sguardo penetrante, algide nella loro postura, inquietanti se viste da lontano ma al contempo seducenti ogni qualvolta lo spettatore si avvicina con gli occhi per cercarle. O per catturare il loro sguardo, intrigante e silenzioso, come in Snowflake, una delle opere di Natalie Shau, in cui il viola sulle palpebre e sulle labbra dona una nota di colore al bianco del viso e dei capelli della bambola inanimata illuminata dalle perle che le contornano la chioma che si apre a medusa.

E che dire della fanciulla misteriosa in Home coming di Ray Caesar che trasporta, in una carrozza dorata, l’ombra di un soggetto di cui non conosciamo l’identità, mentre sullo sfondo alberi ricoperti di neve segneranno il suo percorso verso casa illuminato solo dalle luci del suo candelabro e tutta la scena si riflette sul pavimento di ghiaccio. Ray Caesar e Natalie Shau ci conducono per mano verso l’ignoto, lungo un percorso dimenticato, in cui le magiche atmosfere unite al mistero dei soggetti che in esse vengono immerse, danno allo spettatore la percezione di un labirinto di immagini che riproducono il tempo della fanciullezza che vive in ognuno di noi e la magia prende il sopravvento mentre fuori continua la vita reale.

La mostra continua nel “white velvet space” della Dorothy Circus, dove vengono presentate le opere dell’artista Paolo Guidi, il quale si trova ad affiancare i due geni del Pop Surrealism con delle delizie rigorosamente digitali che, confrontandosi con un olio su tela, Viator, sono la prova visiva delle sue capacità creative. L’artista italiano mette al mondo soggetti fanciulleschi avvolti e circondati dal misticismo degli oggetti-simbolo, come nella splendida Even – parte sinistra, per ricondurre lo spettatore ad una dimensione trascendentale che attraversa la labilità dell’esistenza umana: i suoi piccoli universi fluttuanti, in stile Naoto Hattori, sono un esempio.

Eva Di Tullio

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