Martedì, 18 Ottobre 2011 07:43

LETTERATURA_ Verso il finale

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laura.fioravanti-letteratura212ott03l 12 e 13 ottobre,  in occasione della Finale Nazionale di MArteLive, nella sezione Letteratura abbiamo visto esibirsi sei artisti emergenti.

Il primo reading è stato quello di Paolo Battista, che con il primo capitolo della sua Arena ha fatto entrare lo spettatore in un mondo tossico, scritto e raccontato di getto, come se le parole uscissero da sole dalla bocca del lettore, sublimemente sporco e impiastricciato come i personaggi che lo abitano. Battista non rinuncia alla critica verso quella borghesia finta, insipida, che guarda con sdegno i tossicodipendenti facendo finta di non vedere, per salvare la reputazione, i loro figli in fila al SerT. Una vena tarantiniana si ha quando un personaggio, racconta di essere stato ammanettato al banco del pesce durante la sua ultima rapina al supermercato: “na puzza sotto ar naso tutto er giorno!”.

Il secondo artista ad esibirsi è Riccardo Papaleo, poeta romanesco. Le sue poesie sono ironiche e brillanti ma anche laura.fioravanti-letteratura312ott02riflessive e dolorose (come nel caso di Catatonia). Papaleo ha un modo di scrivere diretto, senza mezzi termini dà forma ai pensieri, critica l'uomo medio e sprona gli italiani a “dasse da fà”  esaltando il potere della verità e l'importanza dell'anima e delle emozioni genuine, senza troppi giri di parole.
Le sue poesie arrivano al pubblico, emozionano e divertono, lui gesticola e comunica con le persone sottolineando con la voce le parole che vuole enfatizzare.

La terza artista che abbiamo visto sul palco è Libeth Libeth, che con Storia romanzata di una biografia dimenticata racconta di esperienze notturne dando voce a pensieri e sensazioni. Durante il suo reading si viene colpiti dalle parole, scandite in modo ritmico, che dure e disarmanti raccontano l'intimo essere del personaggio.
In  Playground la scrittura è acre ma piacevole, come il fumo di una sigaretta, il brano ricorda il ripetersi degli avvenimenti, dandogli comunque un senso di unicità e sembra quasi di sentire la stanchezza e la noia della gioventù di cui parla.

La prima artista che si è esibita nella serata del 13 ottobre è Mariaelena Prinzi, con un bellissimo racconto, K., che laura.fioravanti-letteratura113ott02parla al pubblico dalla voce dei personaggi. Interpretato in modo dinamico e con una buona intenzione, K., narra la storia di una coppia che sembra voler stare lontana per rimediare ad un rapporto fallimentare. Il racconto è intimo e introspettivo, il modo descrittivo di scrivere prende per mano lo spettatore e lo accompagna nella storia creando empatia tra il testo e chi ascolta.
Inoltre, la Prinzi riesce ad associare alcune descrizioni culinarie con l'IO intimo dei protagonisti: “A volte vorrei che la mia vita prendesse la forza da quest'olio, che avesse la stessa energia”.
Soltanto quando sente parlare il Dottore il pubblico capisce che i due presunti amanti non sono lontani, ma rinchiusi in una clinica per malati mentali.
È interessante vedere come la scrittrice caratterizza il personaggio del Dottore, privo di umanità, come se fosse una macchina senza emozioni, che considera i pazienti errori da correggere. Solo alla fine del racconto sembra che un barlume di coscienza si faccia strada nel Dottore “rompendolo”.

laura.fioravanti-letteratura213ott03Di seguito è il turno di Giuseppe Di Leone e le sue poesie che alternano metafore e realismo, cinismo e ironia. L'originalità di questo artista si legge in ogni parola, in Rottami, ad esempio, descrive benissimo la pesantezza della lamiera e del sangue, in Elezioni invece parla della corsa al potere, dell'ipocrisia dei politici che coccolano i propri elettori per poi dimenticarsi di loro. A tutto ciò va contro soltanto la purezza dei bambini, su cui gli adulti devono avere fiducia ed insegnare il meglio della vita perché questi insegnamenti evolvano con loro.
Il reading di Di Leone termina con Gitana, i versi sono molto toccanti ed esprimono il dolore e l'angoscia dell'abbandono. Le parole toccano l'emotività dello spettatore che si identifica nella sofferenza di un amore finito.

La ciliegina sulla torta la mette il reading di Danilo Cipollini, brillante, divertente e c
laura.fioravanti-letteratura313ott03on un modo di scrivere e interpretare fluido e naturale. Il primo brano letto lo dedica a Dario Villa e si intitola Harder with Sara ovvero Siena è la tomba dell'amore, ironico e geniale questo racconto spiega per quale motivo la città di Siena sarebbe la tomba per l'amore delle coppie che la visitano.
Il suo secondo brano si chiama Brodo di pollo Blues, dedicato ad un suo futuro figlio, dove spiega perché bisogna diffidare di tutti i cibi cotti passando in rassegna tutte le abitudini culinarie che caratterizzano la vita di un uomo. Il messaggio è che il crudo è una scelta di vita, sia nel cibo che nelle emozioni, così come nei rapporti: geniale!

Alessia Tondi
Foto di Laura Fioravanti

Letto 3324 volte Ultima modifica il Martedì, 18 Ottobre 2011 09:55