Venerdì, 09 Marzo 2012 19:55

Pieranunzi e il suo New American Trio

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[MUSICA]

5032012194849ROMA- E’ iniziato il 24 Febbraio scorso il tour europeo del nuovo trio del pianista italiano Enrico Pieranunzi e ha toccato naturalmente lo scorso 5 Marzo anche il luogo per eccellenza della musica nella Capitale: l’Auditorium Parco della Musica.



L’occasione ghiotta è sempre la stessa, la presentazione di un nuovo album, edito a Gennaio dall’etichetta CamJazz, Permutation che si avvale della collaborazione di due fuoriclasse del jazz americano. Dopo il famosissimo trio con Marc Johnson e Joey Baron, il pianista romano ha riunito due personalità di spicco per formare questo suo New American Trio. Al contrabbasso Scott Colley, già ammirato con Binney, Ed Simon e Chris de307735fe397debefe082010e2fbPotter, contrabbassista californiano classe 1963 dalle molte altre collaborazioni illustri, e alla batteria un giovane portento noto ai più come batterista ufficiale del grande Pat Metheny, il messicano Antonio Sanchez classe 1971.
La sala Petrassi era piena, c’era curiosità e voglia di ascoltare questo nuovo esperimento jazzistico che mette insieme il pianista nostrano, veterano dello strumento di estrazione classica e conversione jazz, con due musicisti degni rappresentanti del nuovo sound americano, che spaziano dalla fusion, alle nuove tendenze della scena alternativa newyorkese.

La Permutazione di Pieranunzi altro non è che il cambiamento dell'ordine degli elementi di un insieme ordinato. E in effetti nel corso del concerto si è stati testimoni di una trasformazione, di cambiamenti a tratti netti, a tratti dolcemente sfumati, che hanno avuto sempre di base un ordine definito e preciso. I pezzi sono tutti firmati da Pieranunzi, ad eccezione dello standard “Summer Night”. Si passa dalle ballads “Whitin the House Of Night” e “Distance from Departure” agli ostinati e ai valzer, di “Strangest Consequences”, ribattezzata Mascarpone enrico-pieranunzi1Consequences, come ci informa Pieranunzi, per le conseguenze che questo tanto amato alimento ha procurato agli americani, e “Permutation”.
Il trio in continuo ascolto ha creato una tensione ritmica e melodica, a tratti ipnotica: si insegue, si lascia trasportare dalle improvvisazioni del pianista italiano, e poi si rilassa e si concede momenti lirici e intensi. C’è poco da dire sulle capacità creative e artistiche di Enrico Pieranunzi, colonna portante del pianismo italiano, che con questo nuovo trio ha suggellato la sua fase di rinnovamento artistico. Ma la sua ritmica è stata a dir poco straordinaria. I soli dei suoi due prodi compagni sono stati i momenti più interessanti della serata. Scott Colley ci ha deliziati con una perfetta musicalità, mentre Sanchez è stato indiscutibilmente fenomenale. La sua ritmica è potente e precisa, mai banale e sempre tesa alla sperimentazione, geniale e originale.
Il bis “Horizontes Finales” ha concluso in bellezza una serata degna di nota. Il tour prosegue in Europa per approdare poi al Village Vanguard di New York, tempio del Jazz della Grande Mela.

Valeria Loprieno

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