Venerdì, 11 Giugno 2021 17:13

Inflow, il duo bolognese esordisce con l'album "Riflessi" In evidenza

Scritto da Martina Panunzio
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Riflessi è l'album d'esordio di Inflow, disponibile su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Italian Soul Summit e distribuito da Totally Imported. Il duo, composto da Qael (Mario Rivellino) alla voce e add+(Antonio De Donno) al piano / tastiere, nasce a Bologna durante una jam session. Da quell'esperienza inizia il loro percorso artistico fino ad arrivare alla pubblicazione di "Riflessi", composto da otto brani eterogenei legati da un filo conduttore preciso.

Il vostro progetto è iniziato con un fortuito incontro grazie a una jam session organizzata a Bologna, la vostra città. Quanto credete siano importanti queste occasioni per i giovani artisti?
Crediamo che potersi incontrare personalmente in contesti in cui la musica è l’elemento principale sia fondamentale. Durante un live o ancora meglio una jam session è possibile conoscere altri musicisti, condividere con loro la propria musica, la propria esperienza e poter avere un confronto diretto che pensiamo non possa essere sostituito da nessuna tecnologia digitale o social.
Per noi la jam session durante la quale ci siamo incontrati e abbiamo condiviso per la prima volta è stata ancora una volta la conferma di quanto importante sia potersi conoscere guardandosi negli occhi. Di questo ne siamo grati.

Qual è stato il motivo che vi ha fatto capire di poter produrre musica insieme?
Probabilmente la sintonia che è emersa già dal nostro primo incontro. Non è facile spiegare cosa capiti quando si verifica una collaborazione che porta poi ad un percorso di creazione fino alla produzione di un disco. Semplicemente abbiamo sentito che potevamo e volevamo portare avanti la nostra conoscenza mettendo insieme le nostre attitudini, le nostre esigenze di esprimere e comunicare attraverso un genere che ci accomuna. Il resto è venuto da sé.

“Riflessi” è il vostro album d’esordio. Cosa avete voluto raccontare e in che modo vi piacerebbe che fosse percepito da chi lo ascolta?
Abbiamo voluto chiamare questo album “Riflessi” perché in qualche modo riflette e racconta la nostra quotidianità, la nostra interiorità e la nostra musica. Di fatto è accaduto tutto molto fluidamente nella fase compositiva di musica e testi. Senza ragionare troppo in questo senso. Ci piacerebbe che questo arrivasse e fosse percepito così com’è, semplicemente un riflesso di noi stessi.

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Foto di Fabio Cuccaro

 

Quale potrebbe essere il contesto perfetto per ascoltarlo?
Effettivamente non abbiamo mai pensato ad un contesto in particolare. “Riflessi” contiene diversi momenti e suggestioni musicali nonostante tutti i brani siano evidentemente collegati da un filo conduttore. Ci sono tracce in cui il groove è più presente e altre in cui la melodia e l’armonia emergono particolarmente. È un disco nato in un contesto decisamente urbano ma che ha le proprie radici anche in spazi più ampi e naturali. Ogni contesto potrebbe essere “perfetto” l’importante che ci siano un paio di buone casse o cuffie per l’ascolto. Questo lo merita ogni disco di ogni musicista.

Il periodo che stiamo vivendo, fatto di tante limitazioni, ha influito sulle vostre produzioni?

Sicuramente sì! Come per tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di un disco in questo periodo, anche per noi è stato in certi momenti più complicato e non solo logisticamente. Ma come più volte ci siamo detti tra noi, la musica non si ferma. Quindi diamo andati avanti affrontando i disagi e i momenti difficili che inevitabilmente hanno influito sul risultato delle nostre produzioni.

Avete già in programma dei live?

Sì, fortunatamente abbiamo diverse date in programma anche se il discorso live è un tasto dolente per i progetti emergenti in Italia spesso poco valorizzati. Se vi va potete seguirci sul nostro profilo Instagram per rimanere aggiornati sui prossimi live!

ASCOLTA "RILFESSI"

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