Sabato, 13 Dicembre 2008 14:09

Tenerife: la Biblioteca all'ombra del vulcano

Scritto da Amanda Ronzoni
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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

viaggiCi sono varie buone ragioni per andare a visitare Tenerife, isola vacanziera dell’arcipelago canario. A dispetto della miriade di alberghi, abitazioni e centri commerciali sfornati in questi ultimi anni, che hanno invaso ogni centimetro o quasi della costa e snaturato l’architettura locale, Tenerife gode ancora di scenari naturali selvaggi, come le pendici e la cima del vulcano Teide, o le scogliere a picco sul mare di Los Gigantes.

Ci sono poi le piscine naturali di lava, ovunque un rigoglio di piante grasse e la corona forestal, una fitta boscaglia di larici che separa nettamente in due il mondo degli uomini da quello del vulcano, oggi Parco Naturale. Le nuvole accentuano questo confine e stazionano, quasi a voler nascondere la cima del Teide proprio in corrispondenza della corona forestal. Dalla cima del vulcano, un rispettabilissimo 3718 metri (che ne fanno la cima più alta dell’Atlantico), si gode di un panorama affascinante quanto inquietante: l’occhio spazia infatti per l’intera ampiezza della vecchia caldera, un enorme cratere nero, eroso dal tempo e circondato dalle nuvole che sembrano sempre in procinto di invaderla, ma senza successo. Del resto il Teide è pur sempre il 13esimo vulcano più pericoloso del mondo… Sonnecchiante e trasudante anidride solforosa, il Pico (picco) del Teide non è aperto a tutti, ma occorre chiedere uno speciale permesso all’ente parco per arrivarci. Una comoda funicolare porta invece tutti (occhio all’altitudine!) comodamente a quota 3400.

Vulcano significa spiagge nere e strane conformazioni di lava ovunque. La natura brulla ospita poche specie animali, spesso autoctone e rare, come la Lucertola delle Canarie, e una flora che è un tripudio di piante succulente (che sarebbe il termine giusto per “piante grasse” e qui “grasse” è davvero un termine insufficiente a spiegarne il rigoglio). E poi banane, palme, banane, fichi d’india e ancora banane. E dire che l’Unione europea ha vietato agli isolani la commercializzazione delle banane canarie fuori dall’arcipelago… perché sono più piccole! Ma più piccole di cosa? L’importante è che siano sane e buone, no? Mah, le perversioni della politica! Aprirò su Facebook un Gruppo per promuovere la commercializzazione del Platano (=banano) Canario!
Per quanto riguarda il cibo, effettivamente, Tenerife meriterebbe una rubrica a parte, per quantità e qualità di materie prime freschissime e davvero pregevoli, come le banane, i pomodori, le papas (patate) e il pesce. Imperdibili sono le arepas (panini fritti, con varie imbottiture), accompagnati dal mojo picón, una salsa cremosa a base di peperoncino in varie versioni: suave, ovvero meno piccante, forte, e il mojo verde.
Infine, volendo contemplare passatempi più intellettuali, a proposito di libri, sappiate che proprio a Santa Cruz de Tenerife, capitale dell’isola, è stato recentemente inaugurato (a fine ottobre) uno spettacolare spazio espositivo, il TEA, Tenerife Espacio de las Artes, 20mila metri quadri dedicati all’arte moderna. L’avveniristico e insolito edificio, progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron e dallo spagnolo Virgilio Gutierrez. Ospita collezioni di artisti locali e mostre a tema, un centro dedicato alla fotografia e la più grande biblioteca delle Canarie.
Allora… buona lettura!

COME ARRIVARE: Le Canarie in generale e Tenerife in particolare sono raggiungibili con voli Iberia (www.iberia.it) via Madrid, in circa quattro ore di volo (con sosta variabile).
Per informazioni visitate il sito dell’Ente del Turismo Spagnolo www.turismospagnolo.it e www.webtenerife.it.
Per dormire: Tenerife ha un’ottima ricettività alberghiera. Per una sistemazione di lusso, potete “scendere” al Grand Hotel Anthelia Park, del gruppo Iberhotel (www.iberostar.com), a Costa Adeje.  

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