Domenica, 13 Dicembre 2009 15:20

Ombrelli e bastoni per un teatro coraggioso

Scritto da Francesca Paolini
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[TEATRO]

web_ombrello_bastone_001-429a4ROMA- È uso comune iniziare una recensione introducendo lo spettacolo al quale si è assistito e via discorrendo, ma data l’eccezionalità del caso partiremo dalla fine, quando l’attore Riccardo Caporossi ha letto al pubblico del Teatro Sala Uno un comunicato circa i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo.

In maniera composta è stata espressa la preoccupazione per una ferita inferta nel tessuto culturale della nostra società, che non lede i meri interessi economici degli operatori dello spettacolo, ma che incide pericolosamente sul destino democratico di un paese.
Fino al 22 Novembre scorso è andato in scena al Teatro Sala Uno di Roma lo spettacolo Sotto l’ombrello, accanto al bastone, scritto e diretto da Ricardo Caporossi che ne è anche interprete assieme a Vincenzo Preziosa.
In un unico atto di poco più di un’ora si snoda una pièce decisamente sperimentale, fatta di immagini surreali in cui i silenzi e le parole si rincorrono reciprocamente, tutto generato dalla presenza di due oggetti: l’ombrello e il bastone.
L’uso quotidiano li rende praticamente invisibili, ma nella penombra della sala viene dato loro pieno risalto, tanto da invertire i ruoli abituali: sembra davvero che siano i due attori ad essere usati da questi oggetti magici, che scopriamo con meraviglia essere praticamente uguali nella forma.

Sotto l’ombrello e accanto al bastone c’è l’uomo con tutte le sue incongruenze, verità e pazzie. Vengono recitati dialoghi tra interlocutori che sembrano non prendersi in considerazione, monologhi costruiti tematicamente attorno ai due oggetti e che formalmente giocano su ripetizioni, scarti verbali o cambi di vocale. Sono testi arditi che dal filosofico sfiorano il nonsense pieno di significati.
La Società è divisa in:
Orizzontali, Seduti, Verticali, Obliqui, Motòri.
Gli Orizzontali
non sono solo i morti, i malati, i procreatori
ci sono anche i disertori della vita; negligenti o volontari, questi ultimi, si sdraiano e vogliono rimanere
sdraiati.
E questo è soltanto un brano tra i tanti che esemplifica il tono e la portata di questi strani contenuti, web_ombrello_bastone_003-9e7ccche arrivano a toccare sostanzialmente la critica di molti comportamenti sociali.
Sembra di assistere ad una tempesta con lampi comunicativi verbali e spaziali, dato che la coppia si muove sulla scena dando al gesto e al silenzio un peso uguale a quello della parola.  Estremamente interessante è l’effetto scenico raggiunto dall’uso di ombrelli e bastoni incastrati tra loro, che riescono a modellare un paesaggio interiore e onirico in continuo cambiamento.
Sotto l’ombrello accanto al bastone è uno spettacolo difficile e impegnativo per il pubblico, non c’è dubbio, ma sicuramente non lascia indifferenti. Opere così sperimentali non sono – almeno per ora-  di quelle destinate ad incontrare un pieno riconoscimento in termini di pubblico, forse, ma è solo grazie alla ricerca, alla sfida al tradizionalismo e alla continua messa in dubbio dei modelli comunemente accettati che l’arte può essere in grado di cambiare, migliorandola, la società. 

Francesca Paolini

Letto 1962 volte Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2009 15:25