Giovedì, 31 Marzo 2011 10:56

Any question?

Scritto da Gabriella Radano
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[TEATRALMENTE]


teatralmenteROMA- Se non ci sono altre domande (any question?) è il nome dello spettacolo  in scena al Teatro Eliseo di Roma dal 15 marzo al 15 maggio 2011, a firma di Paolo Virzì. Sul palco un cast di 21 attori, fra questi il protagonista è Silvio Orlando, o meglio Michele Cozzolino.


Ma chi è Michele Cozzolino? E perché quella che per lui doveva essere una giornata come tante diventa invece l’occasione di un inaspettato evento pubblico, con una platea che sembra sapere tutto della sua vita e lo interpella, lo incalza, lo biasima, si complimenta?
L’idea di Virzì è inscenare il processo televisivo di un uomo comune, il bilancio della sua vita proprio mentre questo (Cozzolino) si trova  fra la vita e la morte.
Tanti fantasmi tornano quindi dal passato, rivede momenti cruciale della sua vita. Quando si è trovato di fronte a scelte importanti. Rivive gli errori, le meschinità, gli sbagli. Le sue aspettative e le sue delusioni, i suoi amori e le sue avversioni, i suoi tradimenti, i suoi segreti, le sue fragilità. Il tutto sotto lo sguardo critico di giornalisti ed esperti, parenti, amici.
Cozzolino si ritrova incredulo e reticente ignaro di quanto sta accadendo. Inizialmente restio a rispondere, a partecipare al suo personalissimo processo, alla fine si abbandona alla catarsi televisiva, cede suo malgrado allo spettacolo.

C’è forse qualcuno per quanto insignificante a prima impressione, la cui storia non sia, in fondo, frastagliata come quella di volti resi noti dai talk show, dai ‘processi’ mediatici?. “La voce di Virzì, è un accumulo di voci tutte diverse. È la somma di quelle voci. È il risultato totale d dialetti diversi, di intellettuali tronfi e grassone ignoranti, di uomini astiosi e donne fatue, di persone ingenue e sconfitte dalla vita, di donne piene di nostalgia oppure di combattività”, così lo scrittore Francesco Piccolo si esprime sul regista.

D’altra parte assistere allo spettacolo Se non ci sono altre domande è come assistere ad un film in un teatro. Un paradosso. La messa in scena di Virzì è talmente corale (21 attori) e cinematografica che ogni scena è un fotogramma. Ogni istante della rappresentazione è orchestrato talmente bene da sembrare una soggettiva del regista su quel preciso attimo.
L’interazione con il pubblico è fintamente geniale. Ti sembra di essere coinvolto, uno attore del processo, e forse lo sei anche, ma in realtà tutto rimane ‘immaginato’. Il depliant dato all’ingresso con tutte le informazioni su Cozzolino, così come alla fine dello spettacolo la voce che annuncia il prossimo processo permettono di stare al gioco con partecipato distacco.

Gabriella Radano

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