Venerdì, 03 Giugno 2011 08:39

Management del Dolore Post Operatorio, Il Pugno e la Rosa, Bobo Rondelli, Eva Mon Amour, Sandro Joyeux

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Bobo Rondelli Bobo Rondelli Foto di Daniele Rotondo

L’ultima serata primaverile del MArteLive 2011 lo scorso 31 maggio si è aperta nel migliore dei modi, con la nuova scommessa di MArteLabel, i Management del Dolore Post-Operatorio. Il gruppo di Lanciano, con un punk rock sperimentale, ha aperto le danze con riff incisivi e testi per nulla scontati, interpretati nel migliore dei modi dal cantante Luca Romagnoli.


Il frontman ha saputo tenere bene il palco, danzando e introducendo le proprie canzoni con il medesimo sarcasmo che pervade i brani. Giri di chitarra incisivi e testi ironici si sono fusi per denunciare fenomeni sociali e tristi temi politici, fino ad arrivare, nell’apoteosi dell’ultimo brano, a lanciare una massima da seguire: «le mutande mettetele sulla coscienza». Irrispettosi e schietti, hanno unito la miglior tradizione punk a mezzi sperimentali, trascinando il pubblico nella loro crisi o, meglio, nella crisi di tutti noi.

Dopo il gruppo abruzzese è stata la volta de Il Pugno e la Rosa’, presentati da Cinema & Teatro: il duo è andato al rondello1di là di ogni aspettativa riguardante la lettura e l’interpretazione, rapendo e incantando i presenti con il loro stile, che non esiterei a definire quasi inquietante. Sbalzi di umore, grida, pazzia. E’ questo che traspare dall’interpretazione di brani di autori come F. Nietzsche. Chiunque avesse chiuso gli occhi si sarebbe ritrovato in una distesa secca, arida, col sottofondo d’una tetra musica e gli spettri dei due interpreti a stendere parole di follia e di profonda inquietudine.

Special Guest della serata è stato Bobo Rondelli, livornese, capace di unire il folk all’umorismo, proiettando tutta la simpatia toscana nel suo show fatto di ballate acustiche e simpatici siparietti. Il cantautore inizia il suo show citando il film Amici Miei, e la ormai famosissima supercazzola: la inserisce fra i versi di una sua canzone, contagiando il pubblico con la sua ironia e preannunciando – di fatto – il tipo di spettacolo che avrebbe offerto di lì a breve. E’ stata un’ora e mezza di grande intensità, condita dall’apparizione – alle tastiere – dell’amico musicista Stefano Bollani, che lo ha accompagnato per quasi tutta la seconda parte dello show. Curioso anche l’uso delle percussioni, che spesso sono state prodotte con uno strumento più simile ad un bongo che ad una batteria. E’ il sound di un’Italia ormai dimenticata, quello proposto, capace di ricordare De Andrè e Paolo Conte, senza disdegnare colte citazioni del calibro di Walt Whitman – che ha ispirato il cantautore con una poesia, a suo dire, «letta sulla tazza di un cesso». Particolarmente incisiva è stata anche Cuore di Bimbo, ballata che ripercorre i giochi di un bambino finito su una mina, fatta brillare dall’uomo maligno. Non poteva poi mancare di omaggiare la sua Livorno, e con essa anche Gigiballa, un orso, ospitato nel giardino zoologico della sua città, che sembrava ‘ballare’ a causa di un dolore ad un dente.

WM_EvaMonAmour_DanieleRotondoPh_01Gli Eva Mon Amour sono stati forse la sorpresa della serata, chiamati all’arduo compito di non raffreddare l’ambiente dopo lo spettacolo offerto da Rondelli. Ad aprire lo show è stata Prometto, tratta dal loro ultimo lavoro, La doccia non è gratis. Per gran parte composta unicamente da voce e sonagli, preannuncia uno stile particolare proprio del gruppo, un’indole acustica che è presente – con la chitarra ritmica – anche nelle sezioni più elettriche degli arrangiamenti. Corrado Maria De Santis, chitarra solista, ha dimostrato durante le diverse esibizioni di saper padroneggiare lo strumento nel migliore dei modi, offrendo assoli in slide o sezioni oniriche alla David Gilmour, fino a mostrare un buon utilizzo del feedback. Tratta dal nuovo EP sono anche Dimmi chi ti sposi, suonata subito dopo la già citata Prometto, e Il Giorno Dopo, nostalgico brano rivolto al passato, cosciente che «potremmo ancora se oggi non fosse il giorno dopo». In chiusura il trio ha riproposto Sbircia Pure, tratta dal loro primo album.

Il Late Night Show è stato affidato al cantautore Sandro Joyeux, leader del gruppo francese 100 Dromedaires, lastesibition2capace di produrre, col solo ausilio d’una chitarra, suoni provenienti dalle più svariate parti del mondo, dall’afro beat al reggae, al folk della migliore tradizione. Una combinazione vincente di note piene, muting e tapping fa da sottofondo alla voce particolare, usata nella maggior parte dei casi come strumento musicale. Il sound che ne esce è particolare, e riflette gli svariati viaggi fatti dall’artista, bravissimo nel ricreare sul palco di MArteLive quel ritmo del mondo che conosce così bene. Non serve un gruppo a sorreggerlo, né un set di percussioni. Al primo rimedia coinvolgendo il pubblico, sfruttandolo per alcuni divertenti coretti; al secondo sostituisce la cassa armonica della propria chitarra, battendola e percuotendola fra una nota e l’altra.
E’ stato proprio lui l’ultimo Special Guest delle finali regionali di MArteLive Lazio di quest’anno, che come sempre ha dimostrato di saper proporre, anche attraverso il mostruoso lavoro di MArteLabel, artisti sempre nuovi e terribilmente bravi.

Luca Barbon
Foto di Daniele Rotondo & Andrea Febo

Letto 2237 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Giugno 2011 20:51