Lunedì, 10 Ottobre 2011 21:57

Pink Fiction Fest

Scritto da Alessia Grasso, francesco Salvatore Cagnazzo, Alessia Tondi, Elsa Piccione
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[SPECIALE ROMA  FICTION FEST]

romafictionfest2011_01ROMA- Era il 2008 e passando dalla stazione Termini, sui mini schermi, veniva programmato di seguito lo spot del Roma Fiction Fest. C'erano quei volti noti e sorridenti del piccolo schermo, le scritte arancioni, il main theme del Fest sentito più di una volta e quel caldo opprimente, scoppiato d'improvviso, che riempiva la Capitale di un certo sapore estivo.

Per cinque anni il Roma Fiction Fest è cresciuto, ha fatto il suo percorso ed ha reso nota la sua importanza a tutto il pubblico appassionato;  abbiamo trovato tantissimi ospiti, star internazionali, da Brothers & Sisters, Lost, Dirty Sexy Money e il tanto osannato Grey's Anatomy.
Era normale probabilmente vedere un Michael Vartan presente alla prima conferenza stampa d'apertura della IV edizione e altrettanto aspettarsi una piacevole conversazione con la “queen” Helen Mirren.
Quella che probabilmente per anni è stata una certezza ed un piacevole evento pre estivo, ha cambiato faccia  e ancora prima di decadere, con il pericolo di sparire, si è rifatta prepotentemente viva ai nostri occhi.

Il prezzo? Cambio locazione dal cinema multisala Adriano all'Auditorium Parco della Musica (medesima sede del Festival Internazionale del film di Roma), insieme alla Casa del Cinema per l'importante retrospettiva “Noi ridevamo”, un tributo ai tanti personaggi della televisione dei tempi passati e l'addio ufficiale al tanto amato orange carpet con uno che, probabilmente, sa troppo di pink.
Iniziata tra le polemiche, questa V edizione ha fatto molto più parlare di sé per la questione dei debiti di 25 miliardi, dei quasi 5 milioni di pagamenti arretrati in forniture, della Fondazione Rossellini messa in liquidazione e del ridimensionamento del budget di non facile risoluzione, che da 6,5 milioni di euro si è ritrovata con 3,5.

Passata all'Associazione dei produttori televisivi (Apt), di fatto un ente privato, il Roma Fiction Fest si è dato manforte attraverso le parole del presidente della regione Renata Polverini, l'assessore alla Cultura Fabiana Santini e il Direttore della rassegna Steve Della Casa.
Ma se da un lato si è parlato di presenze record, di appassionati che si aggiravano per i bar e i corridoi dell'Auditorium, insieme al buon risultato determinato dall'Industry “RomaTvScreenings” diretto da Antony Root (probabilmente l'unico buon motivo per tenere in piedi questa rassegna), c'è qualcosa che è profondamente cambiato all'interno di quello che era una volta un logo arancione e di una statua dalla testa gigante a forma di televisione, che rimaneva ferma ed incoraggiante all'entrata del Multisala Adriano.

Jim Belushi, direttamente uscito dalla sitcom La Vita secondo Jim, ci ha fatto ridere e probabilmente la presenza del grande Gigi Proietti (Il Signore della Truffa) ha contribuito a renderci fieri di quella che è la nostra televisione Italiana. Un tipo di televisione che, tuttavia, non si spinge oltre Centovetrine 10 anni con noi, I Cesaroni e tutto ciò che concerne la coppia del momento composta da Manuela Arcuri e Gabriel Garko, vincitori come migliori attori secondo il Pubblico “Tv Sorrisi e Canzoni” per dubbia dote recitativa (se non ci si crede, provate a rivedere un vecchio spot della Arcuri del famosissimo libro Il labirinto femminile).
Potete darci Ho sposato uno sbirro 2 o Dove la trovi una come me?, quando ancora non si capisce che si corre dietro alle demenziali ironie di Maccio Capatonda, alla genialità di un prodotto come Romanzo Criminale e all'irriverenza di Boris.
Prodotti come L'affondamento del Laconia e non l'ennesimo Distretto di polizia 11 che fra un po' arriverà al 20, senza difendere tanto meno le fin troppo “pompate” anteprime d'oltre oceano, che ci hanno regalato imbarazzati momenti di clip dispiaciute da parte degli attori protagonisti, di non poter essere accorsi alla Fiction Fest Pink perchè impegnati sul set dei loro telefilm di probabile futura cancellazione.
In un programma dove ha spiccato semplicemente quel gioiellino di televisione che è Pan Am, ci siamo ritrovati dal fin troppo pubblicizzato Terra Nova al disastroso prodotto fiabesco dell'ABC, ovviamente targato Disney Once Upon a Time e conosciuto semplicemente perché creato dai due ex produttori di Lost, Adam Horowitz ed Edward Kitsis.
Ci si chiede dove siano andati a finire prodotti più coinvolgenti come il grandissimo successo HBO Game of Thrones acquistato da SKY, o anteprime di stagione come How I Met Your Mother, The Big Bang Theory e Supernatural; che sia Ringer e non Revenge, Boardwalk empire o il successo della Biennale di Venezia Mildred Pierce.
Per quanto ci si possa ritrovare con serie difficili da ottenere all'interno di rassegne come quelle del Roma Fiction Fest, ciò che attira di più lo spettatore sono storie precise e di qualità, che possano coinvolgere ed attirare la passione che si è andata a costruire e a rafforzarsi con il tempo.
Se ci vogliono rifilare I Borgia o le ultime puntate di Smalville non diventa più un confronto diretto tra fiction Italiane ed artisti internazionali, tra i protagonisti assenti e presentati davanti ad uno sfondo bianco ed artefatto, bensì diviene l'unica ed assoluta vetrina dei prodotti Made in Italy, di quelli con i soliti vecchi volti noti e di altri, che valgono davvero, chiusi in chissà quale cassetto invisibile.

Premio unico come miglior regia
Riccardo Milani - Atelier Fontana (Lux Vide per la Rai)

Premio unico per la migliore sceneggiatura
Romanzo Criminale 2 (Cattleya per Sky Cinema)- Categoria Serie Lunga

Premio per la miglior serie lunga
Romanzo Criminale 2 (Cattleya per Sky Cinema)

Premio per il miglior attore
Vinicio Marchioni - Romanzo Criminale 2

Premio per la migliore attrice
Irene Ferri - La nuova squadra Spaccanapoli (Freemantlemedia per Rai Fiction)-Categoria Miniserie

Premio per la miglior miniserie
Le cose che restano (Bibi Film per Rai Fiction)

Premio per il miglior attore
Ennio Fantastichini - Le cose che restano

Premio per la migliore attrice
Anna Bonaiuto - Atelier Fontana-Categoria Tv Movie

Premio per la miglior tv movie
Edda Ciano e il comunista (Casanova Multimedia per Rai Fiction)

Premio per il miglior attore
Antonio Catania per Agata e Ulisse (Italian International Film per Mediaset)

Premio per la migliore attrice
Stefania Rocca per Edda Ciano e il comunista

Premi e menzioni speciali:
Menzione speciale
anche a Edda Ciano e il comunista con la seguente motivazione: “Un frammento della grande storia italiana raccontata attraverso una delicata e realistica passione”.

Migliore attore Premio L.A.R.A. RomaFictionFest 2011
Marco Cocci “per la versatilità attoriale dimostrata in questi anni ed in particolare per la sua interpretazione pervasa di passione e dignità nella miniserie Mia Madre”.

Migliore attrice Premio L.A.R.A. RomaFictionFest 2011
Federica De Cola “che attraverso un completo e raffinato percorso artistico ha evidenziato in Atelier Fontana un’interpretazione che coniuga mirabilmente tenerezza e determinazione”.

Premio del pubblico assegnato dai lettori di Tv sorrisi e Canzoni
Gabriel Garko e Manuela Arcuri

Alessia Grasso


Belle donne (più o meno) angeliche un po’ “vintage” al Roma Fiction Fest

pan-amHostess con divisa celeste e indole gialla e donne spy borsettate Prada. Per una serata all’insegna del gentil (mica tanto) sesso, le anteprime nazionali di “Charlie’s Angel”s e “Pan Am”.
Niente videogiochi e sigle di cartoni animati di altri tempi. Nessun abito anni Cinquanta sul red carpet né dive di altri tempi e di quei bei film che non torneranno mai. Niente di tutto questo. Solo una malinconia e nostalgia di decenni che furono, sia nella finzione che nella realtà. Nella serata di Mercoledì 28 Settembre, quella dedicata ai nuovi e vecchi telefilm targati Sony, si sono rievocate palpitazioni di altri tempi e fascini indimenticati per minigonne corte mai volgari. Sono stati presentati in anteprima nazionale, dopo gli ottimi ascolti americani riportati dalla ABC, Charlie’s Angels e PanAm.
Fondamentale premessa per le bellissime di Charlie: non ho mai visto il telefilm anni ’70-’80 prodotto da Aaron Spelling. Il che mi aiuterà a mettere da parte l’effetto nostalgico caro a molti nostri lettori per un’analisi il più oggettiva possibile. E allora, in breve, un commento a caldo per un telefilm decisamente “freddo”. Lasciate perdere le vecchie “Angels”: dimenticatele, cancellatele, riponetele nel vostro cassetto dei ricordi. E non riapritelo più. Le nuove belle ed impossibili “bad girls (“Angels? Ma dove?)” sono patinate, glamour, confezionate perfettamente per aperitivi su yacht e per feste a tutti lustrini. E poi tanti calci, pugni, rincorse, colpi di scena. Il risultato è quasi irreale ma moderno, drammatico ma comico (e non sempre è un bene).
Persino l’ex orrendo Bosley è diventato un ragazzo tutto addominali e sguardi ammiccanti. Forse è anche intelligente. Forse. Il risultato è leggero, godibile, senza grandi pretese, con un livello recitativo appena sufficiente. Tanta azione, come in un film, ma pochi intrecci stuzzicanti che possano dipanarsi nel corso dell’intera stagione. Come se fosse un piccolo cortometraggio, bello ma senz’anima.

Introduzione obbligatoria per Pan Am, creata da Jack Orman per la ABC, incentrata sulle vicende di alcuni piloti e assistenti di volo che lavorano per l’indimenticata compagnia aerea Pan American World Airways. Le vicende, ambientate durante gli anni sessanta, raccontano gli anni della rinascita e della Guerra Fredda, di spie e di fughe, di amori e tradimenti, di famiglie e di lavori. Perfetto (non esagero) quadro, per costume e costumi, di quegli anni in bilico tra ottimismo e paura. Troppo forte il contrasto con l’attuale situazione europea e mondiale. Come un pugno in un occhio. Ma nulla è dovuto al caso, in questo telefilm: bello l’accostamento tra passato e presente, tra misteri ed amori, per questo gruppo di ragazze che abbandonano tutto per inseguire un sogno dal retrogusto di fuga. Bellissime loro, e brave. Un prodotto nuovo, di cui si sentiva la mancanza, appassionante e mai scontato. Unica controindicazione: se avete paura di viaggiare in aereo, la visione va accompagnata ad una camomilla doppia.

Francesco Salvatore Cagnazzo


 Roma Fiction Fest 2011: omaggio a Mario Monicelli

primi-piani-2011-omaggio-mario-monicelli-copiaLo scorso 26 settembre è stato presentato alla Sezione Eventi Speciali della V edizione del Roma Fiction Fest, alle ore 18 nella sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, un omaggio a Mario Monicelli, amatissimo regista scomparso recentemente.
La regista Cinzia Th Torrini, ha infatti, realizzato il cortometraggio di 25 minuti, Primi Piani 2011- Omaggio a Mario Monicelli, nato da un laboratorio realizzato dalla regista, e con la collaborazione del direttore della fotografia Alessandro Pesci (vincitore del Nastro D'Argento per Habemus Papam) e della montatrice Esmeralda Calabria (vincitrice del David di Donatello per Romanzo Criminale), con gli allievi e i neodiplomati del corso di recitazione e di regia, dell' anno scolastico 2010/2011, all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico.
In questo progetto gli attori si confrontano con alcune scene tratte da famosissimi film di Monicelli come La Grande Guerra, I soliti Ignoti, I compagni e Speriamo che sia femmina.
Il corto è stato girato nella sede dell'Accademia, il Teatro Studio Eleonora Duse, che ha visto nascere artisti di altissimo livello come Anna Magnani, Vittorio Gassman, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Luca Zingaretti, Sergio Rubini, Margherita Buy, Sabina Guzzanti, Alessio Boni, Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio.

La proiezione è stata preceduta dalle parole di Steve Della Casa (Direttore del Festival), che ha introdotto il tema “L'attore tra teatro, cinema e televisione”, sottolineando l'importanza che ha avuto l'Accademia, nel passato e nel presente, per la formazione degli attori.
Si sono susseguiti, poi, i commenti della regista, del Presidente dell'Accademia Giovanni Minoli, i divertenti aneddoti dell'ex allievo e docente di regia Andrea Camilleri, di Ugo Gregoretti e, infine, il commovente ricordo di Chiara Rapaccini, compagna di Monicelli, su come il regista fosse sempre stato vicino ai ragazzi e come questo omaggio sia la dimostrazione del grande affetto e stima nei suoi confronti.
Il cortometraggio è molto emozionante, spiccano la bravura degli attori e il rispetto della Torrini per il lavoro del grande regista italiano, inoltre è interessante notare la sperimentalità del progetto, dove gli attori recitano in un ambiente teatrale, ma si rivolgono alla macchina da presa.
Molto belle le scenografie minimaliste volte a sviluppare la fantasia dello spettatore, che a molti hanno ricordato il grande Lars Von Trier.

Alessia Tondi


 

Liliana Cavani regista per Troppo Amore


Liliana_Cavani_sul_setLa serie tv prodotta dalla Ciao Ragazzi di Claudia Mori si chiama Un corpo in vendita. Affronta un tema forte e inedito. Un altro volto dell’amore che di solito non si vede in tv, tra baci, romanticismi e scontati lieto fine. Quattro film che andranno in onda dal 2012 su Rai 1 che avranno come tema la violenza sulle donne. Stalking, inseguimenti, maltrattamenti, prostituzione, assenza di vero amore, quello che fa rima con rispetto! Quel vero amore che spesso le donne, purtroppo, ritengono di non meritare trasformandosi omertosamente in vittime di tanti tipi di violenza: da quella fisica a quella psicologica, spesso invisibile ma forse ancora più difficile da placare.
Ma veniamo al primo di questi quattro film, presentato al Roma Fiction Fest 2011 di Roma, in anteprima per gli appassionati di fiction che hanno seguito il festival romano all’Auditorium Parco della Musica.

Si intitola Troppo Amore e ha alla regia Liliana Cavani. Racconta la storia d’amore tra la ventottenne Livia e Umberto, professore universitario quarantenne. Tra loro nasce una relazione che presto si trasforma in un groviglio di gelosia e inseguimenti da parte dell’uomo che esplodono in violenze e stalking. Un’ossessione dalla quale Livia non riesce più a uscire, perché giustifica e perdona per amore. I protagonisti sono interpretati da Antonia Liskova e Massimo Poggio bravi a tratti, poco credibili nelle scene di violenza. Ma in questo caso, quel che conta è il tema nobilissimo e coraggioso che per la prima volta arriverà attraverso la “maestra” tv a tante donne di ogni parte d’Italia. Lanciando un messaggio diverso e alternativo in questo Paese, che spesso abusa delle donne dai vertici del potere ai sottopassaggi pedonali! A.Liskova-M.Poggio_Troppo_Amore

Una serie che parla alle donne reali che credono amore quel che amore non è. A quelle che si nascondono dietro un ciuffo di capelli per non far vedere qualche livido di troppo sul viso…per Troppo Amore. La sigla della serie “Mai per Amore” è stata scritta e interpretata da Gianna Nannini, voce inconfondibile di una donna ribelle che d’amore sa cantare con grinta!
Liliana Cavani lodevole per aver scelto di affrontare attraverso il suo lavoro di regia una storia difficile, ha raccontato di aver avuto contatti diretti con persone che hanno vissuto storie spietate, come quella raccontata nel suo episodio televisivo. Storie di sottomissioni e di incapacità di denunciare chi davvero non sa cos’è l’amore. La regista è sempre stata molto impegnata nel cinema di denuncia e di inchiesta in una carriera lunga oltre 40 anni. Grande conquista per la tv poter contare sull’estro creativo di una grande regista come lei, qualche perdita forse per la Cavani che limitata dai meccanismi produttivi televisivi non sempre è riuscita a tirar fuori il meglio di sé!

Elsa Piccione

Letto 2945 volte Ultima modifica il Martedì, 11 Ottobre 2011 12:35