Lunedì, 16 Gennaio 2012 21:45

B. Lacombe, C’era una volta…

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)
lacombe5Nascosta tra i petali di un fiore si rannicchia Pollicina, come la trovò la donna che l’aveva voluta e desiderata quando piantò il seme d’orzo donatole dalla strega. Su quel fiore non si posarono mai le tristi ali di Madama Butterfly che tiene stretta tra le mani l’immagine dell’amato e con gli occhi racconta la sua sconsolata attesa.



Una favola segue l’altra, ma nessuna parola serve a Benjamin Lacombe per raccontare del sonno profondo causato dal fuso incantato della Bella addormentata nel bosco, è la tavola stessa ad aprirsi tra le mani e si è immediatamente catapultati nelle più famose favole della nostra infanzia.
C’era una volta… e ora c’è ancora grazie ai colori di Lacombe e alla sua capacità di rendere vivo la terribile vicenda di Cappuccetto Rosso, la piccola e ingenua fanciulla è in attesa di essere divorata dal lupo cattivo, o forse è già stata inghiottita dalle fauci che si aprono, mentre sfogliamo il libro pop-up e speriamo in un lieto fine che Lacombe ci regala tra le nuvole di Londra, assieme al ragazzo che cerca la sua ombra mentre vola verso l’Isola che non c’è.
Come Peter Pan, Lacombe rapisce la fantasia dei bambini costruendo un supporto materico per le favole, le rende vive grazie ai particolari che si armonizzano strato su strato. I fogli si incastrano, si piegano e si dischiudono, la storia è raccontata non più dalle parole, ma da una geometria che si incastra in mille pieghe e si libera quando sfogliamo le pagine.
Otto favole classiche sono raccolte in C’era una volta… per essere riaperte anche da un pubblico adulto, che avrà il piacere non solo di risfogliarle, ma di farsi sorprendere da ali che si schiudono, carte che si aprono in un vortice, fino a poter mettere le mani nella bocca del lupo cattivo. Questa è la magia del pop-up.

Negli anni ’30 l’editore Blue Ribbon Press inventava il pop-up, un nuovo modo per far uscire la storia dal libro, in questi ultimi anni l’illustrazione sta vivendo un nuovo rilancio riproponendo le favole, non rivolte solo ai bambini. Favole, che in rari casi ci hanno letto i nostri genitori, ma che abbiamo sicuramente visto in VHS, adesso recuperano riletture dark e un po’ angoscianti e spiegano i loro legami al mondo simbolico dei sogni.
Lacombe è il nuovo talento francese nel mondo dell’illustrazione, lui stesso si diverte a trasformarsi in un personaggio delle favole che disegna, e ha conquistato il pubblico italiano grazie alla Dorothy Circus Gallery di Roma, unica galleria in Italia a ospitare i suoi lavori.
La sua ultima pubblicazione, L’herbier des fées (L’erbario delle fate), ancora non edito in Italia ma solo in Francia da Albin Michel Jeunesse, realizza una nuova formula per far entrare dentro la favola e usa il supporto tecnologico, nella versione eBook le immagini prendono vita e si animano, mentre sulla carta le formule immaginate o rubate alla ricerca dell’elisir di immortalità del famoso e oscuro monaco Rasputin, sono raccontate da Sebastian Perez e si accompagnano alle immagini delicate che Lacombe realizza a matita e a olio.
Dopo le streghe: le fate. Perez e Lacombe hanno già lavorato assieme per raccontare la storia di Lisbeth, una piccola strega, La Petite Sorcière, appunto. Il loro mondo riesce a confondere l’antico con il moderno. Le illustrazioni, come le storie raccontate, hanno richiami antichi e diventano contemporanee in un’atmosfera dai toni malinconici in cui si muovono i protagonisti con gli occhioni spalancati che ricordano l’iconografia manga e le formule più sofisticate del new pop.
L’arte dell’illustrazione ha sempre avuto una marcia in più in Francia, ma anche in Germania e in Gran Bretagna, e sta scoprendo anche qui in Italia un suo pubblico, che abbraccia anche e soprattutto gli adulti.
Forse l’ennesimo modo per rimanere bambini in una realtà che con difficoltà permette di crescere, forse riscoprendo le vecchie storie qualcuno potrà ispirarsi al coraggio di Pinocchio e la sua forte volontà dimostrata nonostante i brutti incontri e le bugie. La rilettura di una favola ci può ricordare insegnamenti e consigli che, con il tempo sono stati dimenticati, e ridarci uno sguardo più attento ad alcuni dettagli, magari anche noi abbiamo la Fata dai capelli turchini vicino, ma non siamo più in grado di riconoscerla.

Benjamin Lacombe, C’era una volta…, Rizzoli, pag. 24, € 19,90

Rossana Calbi
Letto 3765 volte