Martedì, 27 Gennaio 2009 21:58

Border-Love: tra fetish e surreale

Scritto da Eva Di Tullio
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[ARTI VISIVE]

Voglio un amore doloroso, lento, che lento sia come una lenta morte, e senza fine, voglio che più forte sia della morte e senza mutamento”.
I versi di Gabriele D’annunzio si schiudono ad un’arte immaginativa, che travalica i confini temporali scanditi dal limite umano, per mettersi in mostra quando all’arrivo della primavera i sensi cercano con ogni impulso di uscire dalle tenebre, per celebrare il giubileo del colore e di un amore nutrito e protetto nel ventre come una creatura in un grembo materno.


Amori lasciati ad asciugare lontano dalla luce e dal calore solare ma pregni di oscure verità che non si lasciano rivelare e scoprire dalle parole, ma da azioni e movimenti che si muovono lentamente, scivolando nel lento fluire del tempo che annulla le distanze corporee, attraverso una scia di acuto silenzio nel cuore della notte, quando le creature che vivono nelle tenebre stridulano lamenti che arrivano a toccare le estremità del mondo circostante.
Un amore vissuto aspettando il sopraggiungere di una danza, creata dal vortice della passione che spinge la mente umana ad obbedire al prolungarsi di un dolore piacevolmente intriso di fragilità e finemente assolto nel liquido infiammabile dei sensi.

Amori invisibili ma visibilmente affranti, amori cresciuti sotto l’oscurità dei limiti convenzionali, amori lasciati ad asciugare sotto l’ombra inquietante del possesso corporeo.
Molteplici storie sottoposte allo sguardo severo e algido dello spettatore che mentre prova a cogliere l’essenza del movimento è ignaro della profondità artistica dello sconvolgimento dei sensi.
Questo è solo il preambolo di un capolavoro dell’arte visiva, che lontana dalle strane e contingenti passioni trovano dimora presso la Dorothy Circus Gallery che, fino al 25 Febbraio, apre il suo spazio a Benjamin Lacombe, Lostfish, Kmye Chan e Consuelo Mura, artisti pop surrealisti i quali attraverso l’uso di forti tonalità contrastanti con effetti chiaroscurali, dedicano il loro tempo alla rappresentazione di amori sommersi e ai confini con il decente.

La Dorothy Circus Gallery nasce come luogo di incontro tra arte e nuove tendenze, tra creatività e collezionisti a caccia di opere d’arte legate ad istanze surreali e moderne, che con la mostra intitolata Border-Love mette a nudo le prospettive di un amore fugace e temerario oltre le incombenze di un amore estremo, che varca i confini del razionale. Quel poco che basta per destare ammirazione e stupore.
Non è indispensabile coprirsi di parole celebrative per guardare il volto delle fanciulle con i tacchi alti e visi segnati dall’amore e finemente ricoperte da un velo di mistero, ma consigliamo di lasciarsi scivolare nel tessuto cognitivo delle molteplici esperienze che si apriranno di fronte al vostro io sconvolto da cotanto fascino.

Letto 2318 volte Ultima modifica il Lunedì, 04 Maggio 2009 22:11