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Martedì, 05 Giugno 2012 08:16

Parabole fra i Sanpietrini VII

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[TEATRO]
parabole fra i sanpietrini 26 01-26 05 roma



Pulp Ami

IMG 1666ROMA- Il 17 e 18 maggio è andato in scena Pulp Ami, penultimo appuntamento della rassegna Parabole fra i Sanpietrini al Forte Fanfulla.
Pulp Ami è stato presentato dalla compagnia del Teatro Frorsennato di Roma, la quale ha portato in scena una storia, scritta e diretta da Dario Aggioli, di un personaggio  in cerca di autore, come direbbe Pirandello. E di fatti il pubblico che ha assistito allo spettacolo si è trovato di fronte ad una donna, interpretata da Alessandra della Guardia, la quale non racconta la sua vita, ma intrattiene il pubblico raccontando le sue vicende da personaggio che vive in uno scritto teatrale rimasto incompiuto. Come Il castello di Kafka, come qualsiasi storia in cui l’autore accantona trama e personaggio.
La bravissima Della Guardia si accosta al pubblico per chiedergli di farla sentire ancora viva, chiede di uscire dalla solitudine e dal buio in cui il suo autore l’ha riversata, abbandonando la scrittura. Il titolo Pulp ami sarebbe in realtà palpami, toccami, qualcosa che il personaggio chiede al pubblico, a chi la guarda, a chi ascolta la sua richiesta: lei vuole sentire che è vera, fatta di carne ed ossa proprio come una vera donna.
La donna che recita sul palco vuole uscire dall’incompiutezza, odia il suo autore e vorrebbe trovare nel pubblico il proseguimento della sua storia, vorrebbe uscire dal ruolo di personaggio.

Man mano che lo spettacolo inizia a delinearsi, sembra quasi di trovarsi di fronte a degli esercizi di stile, a metà tra Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino e una sperimentazione teatrale moderna, in cui il personaggio cerca il suo pubblico e pretende di averlo dalla sua parte contro l’autore.
Uno spettacolo su ciò che potrebbe essere, su infinite probabilità di trama e storie da attaccare al personaggio di cui il suo autore sembra essersi innamorato e che rimane intrappolato nella rete delle emozioni che lo avvolgono a cui non riesce a dare la compiutezza sperata.
Anche quando il personaggio chiede delle risposte all’autore, lo esorta a prendere iniziative si insinua una certa incomprensione dettata dall’incapacità dell’autore di uscire da questo legame tra creatore e opera.
Prima che le luci si spengano, il personaggio chiede al pubblico per l’ultima volta di darle una storia, un nome, un incipit e una conclusione, prima che si spengono le luci.
Interessante è stata la costruzione del rapporto tra personaggio e autore, audace e molto azzeccata a mio avviso la scelta di portare a teatro una storia che parla proprio di teatro, dei suoi personaggi, dell’amore che unisce l’autore di un testo e le sue creature letterarie, la profusione e l’incanto che sta dietro alla creatività.

Eva Di Tullio




La rivincita del calzino spaiato

calzino spaiatoROMA- La rivincita del calzino spaiato è il titolo dell’ultimo spettacolo della rassegna Parabole fra i Sanpietrini.
Il 24, 25 e 26 maggio sul palco del Forte Fanfulla di Roma si sono esibite Anita Giovannini e Alessandra Frabetti, le quali grazie alla regia di quest’ultima, hanno divertito il pubblico con la storia di una donna, interpretata dalla Giovannini, alle prese con la sua vita quotidiana da mamma impreparata. Una combinazione deliziosamente farcita da pensieri un po’ femministi e un po’ vittime dell’età contemporanea.
Mamme che state leggendo questo articolo sapete di cosa sto parlando. Detto così potrebbe sembrare un normale spettacolo su poppate, nottate in bianco, pannolini da cambiare e denti che nascono, in realtà c’è qualcosa di più eccitante e divertente.
Con La rivincita del calzino spaiato per la prima volta in Italia viene portato a teatro una storia costruita su post lasciati in rete, poiché lo spettacolo infatti nasce dall’idea di portare in scena le avventure di una madre leggermente anticonformista e molto impacciata raccontate nel blog PANZALLARIA di Francesca Sanzo nato nel 2005.

Anita Giovannini interpreta una donna post-moderna, ovvero una madre, imbranata a dirla tutta, che fa i conti con la sua situazione sentimentale, molto precaria, e dialogando con la sua coscienza giunge a delle conclusioni molto probabili. La sua ormai celebre affermazione “Ken non esiste e anche Skipper, la sorellina piatta di Barbie la dà via con la fionda” riassume la visione della vita della protagonista, la quale sembra sempre un po’ tesa verso il fallimento.
Il precariato sociale ed emotivo si rispecchia in questo spettacolo dove la mamma in questione trascorre i giorni facendo i conti con uomini per niente responsabili e minestrine che non sembrano volersi piegare alla sua volontà: le sue verdurine tritate, fatte in poltiglia non convincono le fauci della sua bambina.
Lo sconforto, la solitudine e la costante preoccupazione per la nutrizione della bambina si mescolano così tanto e così bene da far sembrare tutto divertente, perché è infatti una storia esilarante sulla maternità, sul processo di apprendimento delle arti della sopravvivenza e dell’esclusione delle etichettature. “Zitelle, passatelle del mondo unitevi!” è il suo motto di battaglia, una lotta contro il conformismo e il consumismo che impera e dilaga anche nell’improbabile, persino nei discorsi sulle camicie da notte.

Come detto qualche riga sopra, con La rivincita del calzino spaiato si chiude il ciclo della rassegna Parabole fra i Sanpietrini che speriamo vivamente di rivivere con lo stesso entusiasmo.
Bravi gli organizzatori, ottime le regie di ogni spettacolo, ma soprattutto un sentito ringraziamento a tutti gli artisti che si sono esibiti nello spazio teatro del Forte Fanfulla, perché con le loro performance ci hanno dimostrato che il teatro italiano è vivo e continua a produrre buoni prodotti, nonostante le Istituzioni.

Eva Di Tullio

 

Letto 3513 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Giugno 2012 08:34
Eva Di Tullio

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