Sabato, 16 Aprile 2011 13:30

Hogre, tra il trash ed il bizzarro

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 Omino_Shiba-okL’arte di strada piace! Fatevene una ragione, miei cari e superati accademici. Ricordo l’intervento di un collezionista durante una conferenza che malediva questi scapestrati giovani che avrebbero dovuto fare certe cose a casa loro. E Bonami? Lui si limita a definire Banksy e tutto il mondo dei writers come inclassificabile a livello artistico.



Intanto, qui a Roma, Hogre, giovane talento romano è alla sua prima personale da Mondo Bizzarro, piattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolo, fa il sold out dopo solo tre giorni dall’inaugurazione. E la crisi? E il fatto che questo giovane artista senza nessuna quotazione reale nel mondo dell’arte vinca il sistema e riesca a portare a casa una solenne vittoria? E tutto quello che dicono gli studiosi sull’arte di strada? Achille Bonito Oliva, vecchia volpe, lo ha capito prima di tutti, ad ottobre dello scorso anno ha curato la mostra di Invader a Roma per la Wunderkammern. Mondo Bizzarro, come nel suo stile, punta su un giovane italiano ed il coraggio viene premiato!
Perché tanto successo? Il fatto è che quando ci si abitua a vedere uno stile, un tratto, con stencil di carta o vuoti riempiti di colore spray, sotto casa mentre corriamo a prendere l’autobus o mentre andiamo a lavoro bloccati sulla tangenziale, ci incuriosiamo, ci domandiamo sul come e perché Hogre1sia nata quell’immagine, e anche se non ce lo domandiamo, quella stessa immagine diventa parte del quotidiano, pensare di averla a casa è un passaggio facile da fare. Perché il trash coinvolge tutto e tutti. Da qui Trash pro toto, il titolo della personale di Hogre ospite nella project room della galleria.

Cristiano Armati, il curatore della mostra lo definisce “l’ultimo grande talento della scuola romana di street art”. Di scuola questo ragazzo ne ha fatta un bel po’. Sono anni che le sue incursioni con i colori sono una netta satira politica e sociale sui muri della Capitale, da quando ancora ragazzino metteva i nasi rossi a chi avrebbe fatto ridere tutta l’Europa e piangere parte dell’Italia con acrobazie inverosimili nella camera da letto accompagnato da minorenni, che poco si ammantano del pudore virgineo. Un’intuizione artistica quella del ragazzino Hogre? Forse solo la lettura di quello che la televisione gli stava proponendo a colazione, pranzo e cena. Il trash servito in tutte le salse e in ogni forma.
Allora, osanniamo il trash visto che riusciamo anche a votarlo e a farne il nostro esempio nel mondo! Non nascondiamoci dietro false ipocrisie e coloriamo di fucsia, blu elettrico e verde squillante i ragazzi stupidi; Silly Boy è un protagonista della mostra, che deve indossare la divisa per avere un minimo di credibilità, forse è la stessa uniforme più che l’atteggiamento buffo che lo rende ridicolo.
Quella di Hogre è una vera e propria analisi corale: pittura, fotografia, istallazioni, stencil per strada, un urlo continuo che si diffonde come può. Un’invasione globale della comunicazione che usa forme violente, secondo alcuni, quello dello stencil su un muro pubblico, e che, invece, ha lo scopo di puntare il dito sulla violenza che tutti i giorni subiamo senza rendercene conto.
Quindi se non ci siamo ancora resi conto del trash che ci circonda e non ne abbiamo ancora piene le scatole, vederne un po’ in giro per strada e ancora da Mondo Bizzarro, potrebbe servire a smuovere un po’ il senso critico o ci faremo solo una grassa risata perché, per citare l’artista, Ride meglio chi ride sempre.

Rossana Calbi

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