Lunedì, 10 Ottobre 2011 11:31

Simoncini e Morof, santità a portata di pennello

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[GRAFFI(A)TI AD ARTE]

Omino_Shiba-okFacendo ordine, o almeno provandoci, tra i cataloghi d’arte e i libri che hanno invaso la mia scrivania, mi sono resa conto di aver fatto una vera e propria collezione di santini. In realtà si tratta esclusivamente delle cartoline d’invito a eventi e mostre, dove con varie tecniche e in spazi differenti ho trovato raffigurati dei santi antichi e moderni.


In uno spazio e in un tempo che ha dimenticato ogni concetto legato al sacrificio, al martirio e all’abnegazione, ecco che gli artisti ripropongono dei corpi nel pieno dell’estasi. Santi e arte, una fortunata combinazione e la ritroviamo con i crismi rinascimentali.
Sento gli echi di protesta dei classicisti, ma penso che se Mantegna avesse avuto a disposizione Photoshop avrebbe legato il pennello al mouse!
La lista dei nuovi luoghi di venerazione è variegata, l’ultima è la Mondo Bizzarro Gallery di Roma, c
Andrea_Simoncini_Gibson3he ha appena smontato gli altarini di Heaven can't wait, personale fotografica di Andrea Simoncini Gibson (www.andreasimoncini.com), a parte le chiare rielaborazioni dell’arte antica sia nell’ispirazione imm ediata delle forme che nei contenuti, rivisitazioni realizzate con incredibile maestria della tecnica fotografica, Simoncini ci sorprende e ci diverte nella sezione dedicata ai Santini in cui il suo gioco è palese.

Artista poliedrico negli studi e nell’utilizzo delle diverse tecniche artistiche, Simoncini presenta i nuovi santi: l’ex giocatore che al mondiale del 2006 fece un vero e proprio miracolo facendosi dare una testata che, in qualche modo, spostò gli equilibri di una partita, il cui risultato fece diventare tutta l’Italia unita in un senso comune di fratellanza, dimenticando i discorsi di divisione che sentiamo anche in parlamento e non soltanto nei comizi in cui ci si veste di verde.
Il calciatore si affianca a un artista, Max Papeschi, ormai individuato più che per la sua produzione artistica per il personaggio che ha creato. Come un vecchio domenicano, Papeschi dà un monito usando l’ironia, per Simoncini è quasi una figura paterna, che tiene in mano un futuro piangente deridendolo con una smorfia. E poi le madonne, le gentili donzelle che provengono dal Grande Fratello, in fondo anche Caravaggio usava delle modelle prese in luoghi poco ameni all’arte e trasformava i bordelli nelle sue personali agenzie di casting, oggi forse avviene più il contrario.
Simoncini dichiara che il paradiso non può attendere, quindi oggi possiamo usare queste icone a cui dobbiamo e possiamo far riferimento.
Così il divulgatore delle masse nella tarda notte, il coniglio Alberto Argentesi, aka Pernazza, un Savonarola dei nostri giorni, ma le sue verità sono solo un gioco in rima, perché è impossibile essere seri di fronte a tante brutture, perché Savonarola credeva che l’ammonimento avrebbe aiutato l’uomo e lo avrebbe condotto alla salvezza, noi sappiamo che secoli di storia non gli hanno insegnato poi molto, quindi le parole servono per giocare, come i pupazzetti che Pernazza ha sul braccio, evidenziati e quasi ridipinti dalla tecnica fotografica di Simoncini che per competenza e bravura sa giocare con queste nuove immagini sacre da tabloid e riprodurre corpi nuovi in cerca di una loro classicità.

fotoI tatuaggi di Pernazza riportano alla mano di un altro artista legato ai santi:
Morof (www.morotatoo.com) artista e tatuatore di origine campana che vive e lavora a Genova, lui l’autore dei segni sul braccio del nuovo santino di Simoncini ed è lui l’autore di una parte votiva trovata lungo la strada di Traslochi ad Arte, nella mostra Carpe viam, che si è svolta dal 26  settembre al 1 ottobre presso il centro polifunzionale Elsa Morante a Roma; Morof, alias di Fabio Moro, ha esposto sei quadri votivi dedicati a una nuova iconografia di strada. La sua ricerca si è basata sulla riproduzione delle tele dei maestri classici: Michelangelo Buonarroti, Andrea Mantegna, Beato Angelico, Sebastiano del Piombo e tanti altri ancora che hanno tormentato molti durante le interrogazioni di storia dell’arte. Morof ha giocato con l’arte rinascimentale, ha trovato minuziosamente opere che, nella versione originale, non sono molto grandi e le ha riprodotte nella loro dimensione, ha trasformato le figure ieratiche e perfette create dalle mani sapienti dei grandi maestri in buffi personaggi che potremmo trovare in un fumetto. Quindi il San Giorgio uccide il drago dell’urbinate Raffaello Sanzio, oggi conservato al Louvre, si è trasformato in un personaggio vicino al nostro simbolismo, quello dei cartoni animati, per Morof la tela è diventata il luogo di gioco dell’artista che prima ha dovuto ripercorrere un lavoro di ricerca per rendere meno esecrabile il rapporto con la cultura e la bellezza dei nostri giorni.

Altri tatuatori, o meglio tatuatrici, altre sante! Anche le Sante peccatrici, collettiva ospite da Mondo Bizzarro Gallery tra marzo e aprile di quest’anno, aveva proposto la forma più semplice per creare oggi l’iconografia: il tatuaggio e aveva trasformato le sante, consegnate ognuna a una tatuatrice diversa e rinchiuse in trentuno quadri devozionali. Ogni tatuatrice/artista raccontava la storia di una donna che ha fatto del suo corpo la materia per elevare l’anima, a ogni tatuatrice una tela per spostare il racconto che fanno quotidianamente sul corpo.
Ritorniamo così ad un’arte che ha richiami forti al passato, nel mondo del tattoo ci sono i maggiori ricercatori della bellezza classica e viene realizzata un’indagine contemporanea rispetto ai modelli passati, perché oggi siamo incapaci di trovare simboli e ricercarli in figure mitologiche o riprodurli in un modo nuovo e distorto, come fa Simoncini, scriverci dei simboli sul corpo ci può aiutare nell’ancorarci a una realtà che non riusciamo a spiegarci senza gli atti coraggiosi di vecchi eroi che profumavano di santità.
Raccolgo tutti i nuovi “santini” non devozionali, ma artistici, e prima di riporli in un cassetto a loro affido la mia preghiera: che mi guidino in questa stagione autunnale, offrendomi lungo il cammino una nuova arte capace di esprimermi, se non nuovi valori, almeno un’estetica in cui potermi rispecchiare.
Amen.

www.mondobizzarrogallery.com
www.traslochiadarte.com


Shiba

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