Venerdì, 09 Marzo 2012 10:41

Questa sera si recita a soggetto

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[TEATRO]

questa soggettoROMA- Sovvertire le regole, rompere ogni equilibrio! In Questa sera si recita a soggetto - terza parte della trilogia dedicata al teatro nel teatro, dopo Sei personaggi in cerca d’autore e Ciascuno a suo modo – Pirandello spezza ogni convenzione di genere e mette in scena un sottile gioco di dicotomie, dove a tener banco non è tanto il plot narrativo, spesso pretestuoso, bensì gli ingranaggi stessi della macchina scenica.



Si apre così il sipario che dà il via alle dialettiche fra autore-regista, regista-attori e attori e pubblico, in un mix sfrenato, con una buona dose di nonsense, che sin dall’inizio smembra ogni divisione fra palcoscenico e platea, finzione e realtà. Ed è così che uno spettatore come tanti prende la parola e da lì diventa parte della rappresentazione, varcando suo malgrado il confine fra ribalta e retroscena. Un effetto reality ante litteram? Molto di più.
L’abbandono di un copione determinato fomenta le singole soggettività creando continui scontri, battibecchi e bizzose scene fra il regista che tenta di dare una forma, un frame alla rappresentazione, e gli attori che reclamano una libertà interpretativa inizialmente temuta, ma poi sentita come una necessità profonda da esperire. L’abbandono imposto del copione diviene così da fonte di disperazione e conflitto, per la compagnia teatrale, a molla per conferire alla recitazione una verità che sgorga dalle emozioni vissute e non semplicemente agite dagli interpreti.

Lo spettacolo, in scena al Teatro Quirino e diretto da Ferdinando Cerini, è costituto da diversi momenti di forte intensità e su tutti ricordiamo l’interpretazione di Silvia Siravo, nella parte di Mannina, commovente nel suo percorso di sofferenza che epiloga in maniera drammatica davanti agli occhi indifesi delle sue piccole bambine in un’ultima rappresentazione (ancora una volta, il teatro nel teatro!) in cui narra alle figlie (e al pubblico, quindi) il potere salvifico del teatro. Nel cast ricordiamo, inoltre, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, bravi come sempre.
Uno spettacolo in cui il pubblico, da semplice spettatore, acquista man mano consapevolezza, fino a farsi interprete a sua volta della filosofia pirandelliana. L'invito è quindi a guardare, con occhio critico, così da uscire arricchiti da questo bellissimo spettacolo.

Angelo Passero

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